Piccolo allevamento a conduzione familiare, si producono diverse varietà di miele (millefiori, acacia, castano) pratico il nomadismo che consiste nello spostare le api nelle località dove ci sono le fioriture che in quel momento interessano. Pratico apicoltura “biologica” dal 2004, l’apicoltura biologica non è una moda, una tendenza del momento un tornar indietro ma la necessità di ritrovare un equilibrio con la natura per garantirci un futuro vivibile in armonia con l’ambiente. L’ agricoltura biologica rappresenta un sistema di valorizzazione delle risorse naturali mantenendo un equilibrio tra i vari organismi viventi. Ciò richiede, da parte dell’agricoltore una profonda conoscenza dei rapporti che regolano la natura, delle varie fasi di sviluppo delle piante e del ciclo vitale e riproduttivo dei vari insetti, parassitari e non, munita di una capacità di osservazione attenta che gli permette di intervenire al momento giusto.
Per quanto riguarda l’apicoltura il metodo biologico si differenzia dal convenzionale,per la scelta della collocazione degli alveari, per la nutrizione e la cura delle api, per l’estrazione del prodotto finale. Gli alveari vanno posizionati lontano da fonti di inquinamento (strade trafficate, fabbriche, coltivazioni intensive) E’ importante che l’ape si nutra di miele e polline anche di inverno, la nutrizione con surrogati scompensa la flora batterica intestinale riducendo le difese immunitarie con conseguente minore resistenza alle malattie, soprattutto di origine fungina. La cura del alveare consiste in sistematiche ispezioni per il controllo della covata, periodica disinfezione dei materiali e delle attrezzature. In caso di malattie è fondamentale la cura con prodotti fitoterapici e omeopatici, contro la varroa (parassita dell’ape) si usano acidi organici (es.acido lattico, formico) contenuti naturalmente nel miele e in altri prodotti, che a differenza di altri prodotti non inquinano ne il miele ne pappa reale, propoli e cera. Particolare cura infine richiede l’estrazione del miele:la smielatura viene fatta a completa maturazione del prodotto, non vengono usati deumidificatori, ma si lascia che il miele perda l’umidità al interno del alveare,grazie all’azione svolta dalle api, che sbattendo le ali creano un sistema di ventilazione all’interno della cassa,facendo cosi fuoriuscire il vapore acqueo che si crea dall’asciugamento naturale del miele, questa operazione ha per loro un duplice effetto, funge anche da condizionatore, e gli permette di mantener fresca la loro “dimora” nei mesi più caldi. Nel miele, avviene sempre presto o tardi la cristallizzazione (indurimento), se lasciato nella sua originaria naturalezza. Siccome il consumatore richiede maggiormente il miele liquido, si ricorre alla pastorizzazione (botta di calore) Va ricordato che un miele riscaldato diventa simile ad un fiore passato seppur per un momento in un forno: non profumerà più, perderà quasi del tutto ogni
proprietà antibatterica, svaniranno i suoi enzimi, aminoacidi, proteine.
Apicultura





