| L’Asimina triloba, una realtà per la frutticoltura Italiana | Condividi |
| L’asimina è un albero deciduo delle annonacceae, originario degli Stati Uniti del Nord, dove viene comunemente denominato “Pawpaw”. In italia è presente almeno dal 1801, tanto che piante d'asimina si trovano attualmente in diversi giardini pubblici e privati od orti botanici sia in Italia che in Europa. Di questa pianta periodicamente se ne sono occupate società orticole e associazioni, riviste scientifiche e di selvicoltura. In questi anni si è assistito ad un’affannosa ricerca di “nuove possibilità colturali”, maggiormente rispettose dell’ambiente in cui l’uomo vive questo fatto ha contribuito a rinnovare l’interesse, particolarmente negli USA, verso questa pianta. L’ asinina, caratterizzata da una spiccata rusticità dell’albero, una facile adattabilità ai climi rigidi ed una scarsa suscettibilità alle malattie, produce con molta facilità frutti di squisito sapore, assai ricchi di vitamine, minerali e zuccheri e d'elevato tenore energetico, senza alcun intervento di fitofarmaci. Essa rappresenta una pianta ideale a duplice attitudine grazie alle sue caratteristiche ornamentali, quali l'attraente forma piramidale-globosa della chioma, il bel fogliame, spesso molto ampio e d’elegante colorazione verde scuro brillante, l’elevata rusticità, nonché l’attrazione della bellissima farfalla Euritydes marcellus. Pur non ritenendo l’asinina una “novità” e tanto meno una “occasione”, sul tipo dell’actinidia (in positivo) e del babaco (in negativo) questa pianta risulta interessante per la facile adattabilità a molti ambienti climatici italiani. Descrizione botanica L’asimina è caratterizzata da albero d’altezza contenuta (3-4m), portamento piramidale assurgente, chioma folta. Le radici sono decisamente fitonanti,lunghe e grosse, poco numerose, fragili con caratteristico odore pungente (peperone). Le foglie sono glabre, obovatò-lanceolate e generalmente molto grandi (ricordano l’ippocastano e il kaki), di color verde intenso in estate, che vira al giallastro in autunno, conferendo alla chioma un aspetto alquanto decorativo. I fiori sono solitari, ascellari, ermafroditi e proterogini, di colore marrne rosastro. Da ciascun fiore si generano numerosi fruttini (5-9) di forma allungata che si dispongono a raggiera quasi sempre su un solo piano. Tuttavia solo (1-4) frutti per fiore, raramente (5-7) raggiungono maturità verso la meta d’agosto fino agli inizi d’ottobre. Queste bacche, spesso asimmetriche, assumono forme (globosa,allungata,arcuata,reniforme) e dimensioni assai variabili 50-500g e più. La buccia è liscia, sottile, assai pruinosa e di color verde chiaro, tal volta quasi verde giallastra alla maturazione. La polpa a maturità può essere bianco-verdastra (di scarsa o pessima qualità) nelle forme selvatiche oppure avorio-giallastra o giallo-arancio (di buona od ottima qualità gustativa) nelle selezioni e cultivar valide. Il colore della polpa di genere aumenta di tonalità con il proseguire della maturazione, ma essa non è soggetta ad imbrunimento con l’esposizione all’aria. E cremosa e nelle miglior cutivar, compatta quasi burrosa alquanto aromatica e oltremodo profumata, di sapore assai caratteristico che ricorda le anone o secondo giudizi americani, un misto banana, ananas e mango. La presenza di numerosi semi (anche 10 e più per frutto), scuri, a forma di fagiolo, non è fastidiosa, giacche questi si separano facilmente dalla polpa a completa maturità; il rapporto polpa semi si aggira tra l' 8 e il 25%. |
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Esigenze pedo climatiche
Pur appartenendo alla famiglia delle Annonaceae, che raccoglie molte specie tropicali e subtropicali, si adatta assai bene ai climi temperati ed è in grado di sopportare minime termiche invernali anche molto rigide (-25gradi C -30gradi C). E’molto rustica e di facile adattabilità ai diversi tipi di suolo. Nelle zone agricole spazia dai terreni sciolti a quelli argillosi, purché ricchi di humus, freschi, ma senza ristagni idrici. Predilige quelli con PH neutro o subacido, pur adattandosi bene anche a terreni subalcalini ed alcalini, nei quali e di gran giovamento la somministrazione di sostanza organica. Tollera livelli di calcare nel terreno assai più del pesco franco. Per soddisfare nel migliore dei modi le esigenze vegetative dell’asimina sono richieste: un minimo di 400 ore di unità di freddo (cu), non disdegnano ambienti con 1000 cu; 160 giorni di stagione vegetativa, ovvero non meno di1450 GDH a 10-30 gradi C giornalieri; 800 mm di precipitazioni annuali ben distribuite nel periodo primaverile estivo.
Propagazione
L’ asinina si può propagare per via gamica (riproduzione per seme) e per via agamica (pollone, talea, micropropagazione, innesto). Tenuto conto dello scarsissimo interesse dei polloni (rari e di lento accrescimento), delle difficoltà incontrate nell’autoradicazione delle cultivar (talee legnose e semilegnose, micropropagazione); le cultivar e selezioni agro-bio-pomologicamente interessanti devono essere innestate su semensali, per questo la specie, al momento attuale delle conoscenze, non può che essere propagata per seme a cui può far seguito l’innesto.
Propagazione per seme: l’asimina si propaga senza alcuna difficoltà per seme, sebbene la germinazione sia alquanto lenta a causa della lunga quiescenza embrionale (dormienza dei semi). Quando i semi sono sottoposti al post-maturazione, la germinazione è più rapida, avviene prevalentemente nel primo anno di semina e i semensali si accrescono maggiormente. Lo sviluppo dei semensali è in ogni caso lento, sia nel primo che nel secondo anno. I semi, sottoposti stratificazione in frigorifero per 90-120 giorni alla temperatura di 2-3 gradi C e posti in serra fredda a metà febbraio circa, iniziano la germinazione mediamente a meta di giugno. Se immersi in acqua calda per 24 ore prima della semina, la germinazione è più rapida e l’accrescimento più veloce. La procedura di germinazione in serra fredda si aggira intorno al 80%. In ogni caso è necessario che il letto di semina abbia uno spessore di almeno 10cm per consentire al fitone di penetrare e svilupparsi nel substrato. Con l’adozione delle modalità di semina qui sopra descritte e la successiva crescita dei semenzali in contenitori dalle dimensioni di 5.5 per 5.5cm di base e 18cm d’altezza, sotto rete ombreggiante, le piante possono raggiungere alla fine del primo anno uno sviluppo di circa 20cm. Le dimensioni idonee per l’innesto si raggiungono alla fine del secondo anno da circa 2/3 dei semensali, mentre il restante terso deve ancora accrescersi per un anno, prima di poter ospitare l’innesto. Preme sottolineare che i semensali mal sopportano il trapianto; è quindi consigliabile iniziare sin dalla semina ad allevare le piante di asimina in contenitore, trasferendole in fasi successive di crescita in contenitori più capaci senza mai rompere il pane di terra. Propagazione per innesto: L’innesto si pratica su semensali d’età compresa tra i 2 e i 3 anni, giacchè soltanto allora i portainnesti raggiungono le dimensioni idonee per ospitare l’epibionte. L’affinità d’innesto è generalmente ottima su tutti i semensali d’asinina (franchi), sebbene da taluni vengono preferiti franchi della cultivar “sunflower” l' affinità è buona anche su altre specie d’asimina. Il tipo d’innesto maggiormente impiegato è quello a “doppio spacco inglese “, con risultati in genere molto soddisfacenti, senza mai riscontrare fenomeni di disaffinalità. L’unione dei due bionti è quasi sempre talmente perfetta da non permettere di individuare il punto d’innesto a soli pochi anni dalla sua esecuzione. E’stato sperimentato anche il tipo d’innesto a “spacco semplice”, con risultati certamente buoni, ma non al livello di quelli raggiunti col doppio spacco inglese. Nel reinnesto o sovrinesto di piante più adulte, gia da alcuni anni a dimora, oltre all’innesto a “doppio spacco inglese”, sono stati praticati con buoni risultati, i tipi a “triangolo”, a “spacco semplice” e in fase più avanzata di vegetazione, anche quello a “corona”.
Cultivar
CARATTERISTICHE DELLE CULTIVAR DI ASMINA PIU INTERESSANTI.
CULTIVAR ALBERO FRUTTO NOTE
SUNFLOWER Vigoria media; produttività
elevata costante; fruttifica
a grappoli anche di 4-5
frutti. Autofertile. Pezzatura variabile (100-
400g); forma prevalentemente a fagiolo o
reniforme; buccia verde
con tonalità giallastre,
polpa gialla, consistenza
buona, qualità ottima. Conservazione buona
scarso annerimento della buccia medio-tardiva matura in settembre.
OVERLEESS Vigoria buona, produttività medio-alta,fruttifica
a grappoli di 2-4 frutti.
Pezzatura da media a grossa (120-400g),
forma ovale-rotondeggiante, uniforme, buccia verde, polpa gialla talora aranciata, consistenza buona, qualità ottima. Conservazione buona scarso annerimento buccia medio-precoce matura a fine agosto settembre circa.
DAVIS Vigoria media, produttività buona, fruttifica a grappoli di 2-4 frutti. Pezzatura variabile (60-300g) forma a fagiolo od ovale, buccia verde chiaro, polpa gialla, consistenza media, qualità ottima. Conservazione buona, scarso annerimento buccia medio-precoce matura da fine agosto.
ITHACA Vigoria medio
scarsa, produttività buona e abbastanza costante. Pezzatura media talora piccola (50-200g), forma ovale buccia verde chiaro polpa bianco-giallastra qualità da buona ad ottima. Conservazione media buona matura in settembre.
NC-1 Vigoria elevata, produttività media talora medio-scarsa. Pezzatura grossa (140-400g) forma da ovale a rotondeggiante, buccia verde, polpa gialla, qualità molto buona. Conservazione buona, medio-precoce matura a fine agosto
PROLIFIC Vigoria buona produttività da media ad elevata. Pezzatura da medio-piccola a media (80-250g) forma da ovale a rotondeggiante, buccia verde polpa gialla qualità ottima. Conservazione buona matura a settembre
TAYTWO Vigoria media, produttività buona. Pezzatura molto variabile (50-300g),
forma più ovale che a fagiolo buccia verde, polpa bianco-giallastra, qualità molto buona. Conservazione media, presenza d’annerimento della buccia. Matura a fine agosto
MONTANARI
1216 Vigoria media, produttività elevata e costante. Entra in fruttificazione sin dai primi anni con grappoli anche di 5-6 frutti. Probabilmente autofertile. Pezzatura da media a molto grossa (150-500g), forma ovale-rotondeggiante, uniforme, buccia verde, polpa gialla, consistenza buona e qualità ottima. Conservazione buona, scarso annerimento della buccia. Matura da fine agosto a fine settembre.
Impianto e tecniche culturali
La messa a dimora di piante allevate in contenitore con tutto il loro pane di terra è da preferire decisamente al trapianto di semenzali e astoni a radice nuda. Un vecchio detto USA recita “l’unico modo per uccidere il Pawpaw è trapiantarlo”. Per questo è buona norma effettuare la semina direttamente in fittocele o comunque in contenitori abbastanza alti, facili da togliere al momento del trapianto, senza che il pane di terra subisca alterazioni. E’ da evitare l’impianto in posizioni ventose. In merito ai sesti d’impianto si suggeriscono distanze di 4.5-5m tra le file e 2.5-3m sulla fila, con densità di 700-1000 piante/ha. Per quanto concerne gli interventi al terreno è comune la pratica dell’inerbimento naturale con sfalcio periodico per contenere il manto erboso e ridurre le competizioni idriche e nutrizionali, vengono anche caldeggiate pacciamature con materiali vegetali. In impianti adulti la concimazione organica può consistere in apporti periodici di residui vegetali mentre quella chimica in urea (180-200 unità di N/ha) ovvero 170-200 unità di N, P e K, distribuite annualmente. Per l’irrigazione non sono date indicazioni precise sebbene annate siccitose abbiano causato disastri (frutti piccoli, quasi nulla induzione a fiore); per tanto in caso d’aridità almeno interventi idrici di soccorso si rendono necessari. La potatura è molto semplice bastano solo periodici interventi per eliminare o ridurre rami eccessivamente ingombranti (potatura di contenimento) e stimolare cosi al rinnovo vegetativo necessario alla fruttificazione degli anni successivi. L' asinina infatti fruttifica sui rami di un anno come il pesco. Fra le tante forme possibili d’allevamento sembra interessante quella a vaso ridotto (o vasetto) ottenibile asportando l’astone centrale e le ramificazioni interne in piante lasciate crescere liberamente per alcuni anni. Dopo il periodo iniziale (in cui si richiede l’ombreggiamento), le piante prediligono il pieno sole, che consente di raggiungere più facilmente la massima produttività.
Produzione e raccolto
Il raccolto ha inizio ai primi d’agosto fino i primi di settembre nelle cultivar più precoci, ed ha termine tra la fine di settembre e i primi d’ottobre in quelle q maturazione più tardiva, con una durata media di 20-25 giorni per cultivar. L’operazione di raccolto richiede molta attenzione e tempestività, giacche il distacco del frutto deve essere eseguito ad un avanzato stato di maturazione fisiologica per garantire le migliori qualità della polpa. Infatti, i frutti molto consistenti non subiscono ammaccature e si conservano più a lungo, ma alla maturazione di consumo hanno la polpa bianca e sono di mediocre o pessima qualità gustativa. Dall' altra parte i frutti giunti alla maturazione fisiologica cadono naturalmente dalla pianta, spesso facilitati dall’azione del vento; il frutto è piuttosto delicato, tenero e la buccia si ammacca con molta facilità. Il colore della buccia è un indice di raccolta quasi sempre insufficiente ed il sistema migliore è quello di palpare con delicatezza il frutto, che deve esser raccolto quando è lievemente cedevole al tatto. La produttività è molto variabile dipende dalle diverse tipologie di piante e dalle singole cultivar. In piantagioni eseguite razionalmente con densità di 700-1000 piante/ha si possono ottenere produzioni di 20-30 t/anno.
Conservazione e commercializzazione del frutto
I frutti (climaterici) raccolti allo stadio sopradescritto, tenuti in ambiente ombreggiato e fresco, maturano completamente in 3-4 giorni e possono rimanere eduli in buone condizioni per altri 3 giorni. Se indenni da ammaccature i frutti si conservano bene a temperatura ambiente per circa 6 giorni, mentre in frigorifero alla temperatura di 1-5 gradiC la conservazione può portarsi per 10-15 giorni. Non si anno conoscenze sulla conservazione in atmosfera controllata; i frutti emanano grandi quantità d’etilene e CO2. I frutti di diverse cultivar sono predisposti all’imbrunimento (annerimento) più o meno esteso della buccia nel corso della maturazione e conservazione, tuttavia questo fatto non costituisce un vero e proprio peggioramento delle caratteristiche qualitative del frutto. Infatti con il progredire della maturazione fisiologica, la polpa incrementa l’intensità della colorazione (da giallo fino all’aranciato) e allorché che questa raggiunge uno stadio avanzato di maturazione, tanto in frigorifero che a temperatura ambiente, tende in genere ad acquistare un evoluzione del sapore, manifestando un netto gusto di caffè, a parere di molti ancora più squisito. Il consumatore, spesso dopo le prime esperienze preferisce il frutto con buccia “annerita”, giacche migliori come le banane “tigrate”. La commercializzazione è assai difficoltosa per la delicatezza del frutto (polpa tenera, cremosa, buccia sottile, delicata). Esistono negli USA cloni e selezioni più resistenti, ma non ancora in modo sufficiente. I frutti vengono esitati sui mercati locali, sia quelli selvatici che quelli delle poche piante coltivate (cultivar). Si stanno studiando contenitori per le spedizioni anche a distanza, con ovatta e assorbitori d’etilene. I prezzi di vendita sono molto buoni, come quelli dell’anona (cherimoya) e del mango; un’azienda del Michigan afferma “di essere in grado di vendere molto bene tutti i frutti che riesce ad avere”. Anche da noi nella scorsa stagione sono stati realizzati ottimi prezzi.
Composizione chimica ed usi
L’asimina viene consumata prevalentemente allo stato fresco, ma la sua polpa cremosa e aromatica è usata anche in vari impieghi gastronomici, da tempo diffusi negli USA. Fra questi: gelati, sorbetti, creme (con uova e latte), marmellate torte (“Pawpaw pie”), dolci e biscotti (cakes, cookies), gelatine nonché al posto della banana nelle ricette che la prevedono. I frutti delle più valide cultivar hanno un sapore gradevole, a detta di alcuni addirittura eccellente. Il modo migliore di consumare il frutto d’asinina è quello di tagliarlo trasversalmente a metà (non è agevole tagliarlo longitudinalmente per la difficoltà opposta dalla disposizione dei semi); quindi si mangia ciascun mezzo frutto tenuto in mano come una tazza o una coppa, affondando il cucchiaino nella polpa. La polpa d’asimina si conserva perfettamente nel congelatore del frigorifero domestico, senza manifestare cambiamenti di colore, gusto e consistenza. Questa caratteristica, segnaticamente positiva, può essere di notevole importanza per la conservazione ed il consumo familiare dei frutti negli impieghi gastronomici (creme, gelati, marmellate, ecc.) nonché per una destinazione alimentare di carattere industriale (confetture e marmellate, creme di frutta, gelati, yogurt, ecc.) I frutti d’asinina contengono un elevato contenuto nutritivo e calorico: sono ricchi di vitamina C e A; di Sali minerali quali il calcio, il magnesio, il ferro, il potassio, il fosforo, il magnese, lo zinco e il rame; d’acidi grassi essenziali quali il linolenico, ilpalmitolenico, l’oleico, d’aminoacidi essenziali nonché di zuccheri tra cui saccarosio, fruttosio e glucosio. Alcune parti dell’albero (specialmente corteccia, foglie e semi) sono note per contenere una vasta gamma di composti che agiscono in difesa della fianta, tra cui: alcaloidi, acidi fenolici, proantocianidine, tannini, flavonoidi e agetogenici. Inoltre dai semi si ricava l’alcoide asimina (ematico); dalla corteccia si estrae l’analobina (medicinale) e l’asimicina che possiede elevate proprietà antiparassitarie. All’asimina si attribuiscono anche proprietà anticancerogene.
CONFRONTO NUTRIZIONALE DEI FRUTTI DI ASIMINA CON QUELLI DI ALTRE SPECIE.
Elementi Unità Asimina Banana Mela Arancia
Composizione:
Energia nutritiva calorie 80 92 59 47
Proteine g 1,2 1,03 0,19 0,94
Grassi totali g 1,2 0,48 0,36 0,12
Carboidrati g 18,8 23,4 15,25 11,75
Fibre g 2,6 2,4 2,7 2,4
Vitamine:
Vitamina A REb 8,6 8 5 21
Vitamina A IUc 87 81 53 205
Vitamina C mg 1,3 9,1 5,7 53,2
Tiamina mg 0,01 0,045 0,017 0,087
Riboflavina mg 0,09 0,1 0,014 0,04
Niacina mg 1,1 0,54 0,077 0,282
Minerali:
Potassio mg 345 396 115 181
Calcio mg 63 6 7 40
Fosforo mg 47 20 7 14
Magnesio mg 113 29 5 10
Ferro mg 7 0,31 0,18 0,1
Zinco mg 0,9 0,16 0,04 0,07
Rame mg 0,5 0,104 0,04 0,045
Magnese mg 2,6 0,152 0,04 0,025
Aminoacidi
Essenziali:
Istidina mg 21 81 3 18
Isoleucina mg 70 33 8 25
Leucina mg 81 71 12 23
Lisina mg 60 48 12 47
Metionina mg 15 11 2 20
Cistina mg 4 17 3 10
Fenilalanina mg 51 38 5 31
Tirosina mg 25 24 4 16
Treonina mg 46 34 7 15
Triptofano mg 9 12 2 9
Valina mg 58 47 9 40
AVVERSITA’ E RESISTENZA ALLE MALATTIE
L’ asimina è da ritenersi veramente una pianta d’estrema rusticità e di facile adattabilità. Danni possono essere provocati da piccoli mammiferi (ricci forse topi campagnoli e lepri) che si nutrono dei frutti caduti a terra; da uccelli e piccoli mammiferi, anch’essi ghiotti dei frutti e, solo sporadicamente, da lumache e limacine che si nutrono delle foglie specialmente nelle piante giovani. Sembra infatti che le foglie e la corteccia di questa pianta contengano sostanze antiparassitarie o comunque repellenti. L’ asimina è poco soggetta a malattie sebbene negli USA siano stati raramente segnalati circoscritti focolai di Mycocentrospora asiminae, Rhopaloconidium asiminae e Phyllostcta asiminae, senza pero causare danni sensibili. Nessun problema e stato segnalato a carico di microrganismi né di altri patogeni, cioè consente di coltivare tranquillamente questa bella pianta senza alcuna distribuzione di presidi sanitari e di poter gustare i suoi frutti sicuramente sani e salubri.
CONCLUSIONI
L’asimina trae origini molto antiche; proviene dal tardo Miocene forse dall’Eocene è la più diffusa pianta indigena negli USA, ma anche la meno utilizzata e conosciuta culturalmente. Solo a partire dagli inizi di questo secolo ha ripreso ad interessare con sempre maggior insistenza ricercatori e frutticoltori statunitensi. L’asimina e una specie fruttifera molto interessante, in grado di arricchire la gamma dei frutti disponibili nel nostro paese di una nuova tipologia di frutto con polpa dal gusto e aroma esotici, ottenibile senza dover ricorrere all’uso di fitofarmaci; per cui, risultando pressoché priva delle problematiche tipiche dei fruttiferi ”maggiori”, la sua coltivazione può essere intrapresa facilmente anche da agricoltori non di professione. Per le sue particolari caratteristiche di spiccata rusticità e resistenza agli stress biotiti ed abiotici, “maggiormente rispettose dell’ambiente di vita dell’uomo”, questa pianta si presta eccezionalmente per recuperi ambientali e biodiversificazione in parchi, giardini, orti e pomari famigliari, in cui, oltre a produrre frutti squisiti, salubri e d’elevato valore nutrizionale, offre un aspetto assai decorativo per il portamento regolare ed uniforme della chioma, il fogliame ampio, la caratteristica fioritura primaverile, il bel colore giallo-dorato con tonalità rosso-bronzee e violacee e il fogliame assume in autunno. Le problematiche evidenziate possono essere risolte attraverso: a) appropriate ricerche di miglioramento genetico; b) oculata selezione delle piante ottenute; c) adozione di moderne tecniche colturali. E’ comunque ancora disponibile molta variabilità genetica, su cui imperniare studi e ricerche finalizzati al raggiungimento dei suddetti obbiettivi; i programmi di ricerca negli USA sono gia iniziati, ivi compresi quelli sull’identificazione varietale attraverso marcatori molecolari (11, 12); quindi le prospettive per il suo miglioramento sono da ritenere prossime e si spera soddisfacenti. Infine si sottolinea che l’asimina rappresenta una potenziale fonte di composti d’origine naturale di non trascurabile valore per l’estrazione di materie prime “nuove” ed “alternative” da impiegare in medicina, cosmesi e fitoiatria.





